Sergio Tessa, il micciardiere

 

Il “micciardiere”, a Querceta, è e sempre sarà Sergio Tessa ovvero, come lo chiamavano amici e contradaioli, il Bimbo della Filu’.

Questo è l’appellativo appositamente coniato per lui da Silvano Alessandrini quando il Tessa, per conto della Pro Loco e per lungo tempo, ha avuto l’incarico di reperire i micci da assegnare poi per sorteggio alle Contrade. Conosceva le stalle di mezza Toscana e le fiere di bestiame, in passato molto più frequenti di oggi, erano il suo appuntamento preferito e se c’era da scovare un miccio nuovo da poter presentare al “Buon Riposo”, lui era l’uomo giusto.

Sergio imparò ad aver confidenza con le bestie sin da ragazzo quando i bovi e i cavalli dei carrettieri sostavano a lungo davanti alla trattoria di mamma Filumena (la Filu’). Gli stava sempre attorno , li accarezzava, montava a cassetta e, tenendo le briglie in mano, simulava di lanciarsi con loro in una corsa sfrenata.

In età adulta, come logica conseguenza, mise su carrozza e cavallo e si industriò come vetturino. Questo mestiere pareva gli fosse stato “tagliato” addosso: arguzia, parlata sciolta  e colorita, battuta pronta, carattere scanzonato, grande amore per le bestie, tutto sottolineato da un foulard rosso al collo che ostentava in ogni circostanza, come il cavaliere fa con le proprie onoreficienze.

D’estate, quando alla stazione ferroviaria scendevano ancora in gran numero i villeggianti, i milanesi cercavano Sergio. Si facevano accompagnare alle rispettive dimore di vacanza e lungo strada gli domandavano di raccontare le novità della Versilia. E lui giù parole, ragguagli, battute, grasse risate, quand’anche moccoli, li menava a destinazione felici e contenti.

da: "Le origini del Palio dei Micci", di Roberto Roni, ed. "Versilia Oggi".

 

LG/

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