Silvio Belli

Silvio Belli, Ragioniere, Tenente Colonnello del Corpo degli Alpini ed uomo politico, nacque a Pietrasanta nel 1912.

Persona di grande cultura e grande umanità, si fece apprezzare da tutta la popolazione quercetana (e non solo), che ne conserva ancora buona memoria.

Figlio dello scultore e attivista socialdemocratico Lorenzo Belli, dopo essersi diplomato ragioniere a La Spezia, entrò a far parte del Corpo degli Alpini.

Frequentò il corso per Allievi Ufficiali a Lucca e fece parte del contingente italiano disposto presso le isole greche di Lero e Rodi; successivamente partecipò alla Campagna di Albania dove rimase ferito sul campo ottenendo, in seguito, la Croce al Merito di Guerra.

Nel 1942 viene inviato in Russia come Primo Capitano dell’artiglieria alpina nel contingente C.S.I.R. ritornandone illeso nel 1943.

L’8 Settembre del 1943, catturato dai tedeschi nel Nord Italia, riuscì ad evadere e a liberare altri prigionieri di guerra con un’azione eroica entrando da subito in clandestinità.

Nel 1984 gli fu riconosciuto, dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini su segnalazione del Ministro della Difesa Giovanni Spadolini, il “Diploma d’Onore al Combattente per la Libertà 1943-1945” come internato militare non collaborazionista.

Negli anni fu impiegato presso la ditta Henraux e successivamente a San Vittore Olona, a Rho e infine a Querceta dove risiedette per  50 anni.

Attivo Socialdemocratico fu Assessore comunale di Seravezza nel 1965 e successivamente Sindaco dello stesso comune per due legislature nel decennio 1970-1980.

Alla sua Amministrazione sono riconducibili molte delle opere pubbliche che dettero un decisivo impulso allo sviluppo socio economico del territorio di Seravezza.

Si deve alla sua lungimiranza la prima valorizzazione in chiave storico culturale della Villa medicea di Seravezza.

Fu esperto enigmista e appassionato ricercatore di storia e filologia.

Amante della propria terra, la Versilia medicea, fu fine cultore della parlata versiliese componendo opere in prosa ed in poesia.

Più volte vincitore del Premio di Poesia Dialettale intitolato a “Silvano Alessandrini” con versi di “poesia che disegna temi legati al paesaggio versiliese, segue la formulazione della poetica veristica ed esprime la sua passione per la demopsicologia,  il folklore e per i più ironici tratti della toscanità.”

Si deve a lui il completamento, l’integrazione e la ristampa del “Vocabolario Versiliese” di Gilberto Cocci e alcune opere tra le quali “Schegge di guerra”, “Cenni sulla storia, sul linguaggio e sul folklore della Versilia” e “Breve studio sul vernacolo versiliese” .

Fu segretario della Pubblica Assistenza Croce Bianca di Querceta per svariati mandati a cavallo degli anni ’80.

Negli stessi anni come Consigliere del Comitato Provinciale Patrioti Lucchesi contribuì alla nascita del Museo Storico della Liberazione di Lucca.

Fu socio fondatore dell’Accademia della Rocca di Pietrasanta e recensore del periodico ”Versilia Oggi” contribuendo attivamente con i propri scritti.

Fece parte di numerosi Enti ed Associazioni costituendo punto di riferimento anche per il mondo del volontariato sia locale che non.

In particolare si adoperò per la conoscenza e diffusione dei valori della Patria e della Libertà presso l’Associazione Combattenti e Reduci, L’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra e l’Unione Nazionale Ufficiali in congedo.

Morì a Seravezza nel 1998, all’età di 86 anni.
 

LB/lg

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