L'asino, il miccio

IL MICCIO

“Miccio”, in dialetto versiliese, significa “asino”, ed è l’animale su cui cadde la scelta per correre il nostro Palio. Trattandosi di asini, l’uso del verbo “correre” sembra un po’ azzardato (i palii più famosi e blasonati d’Italia, peraltro, si corrono infatti con cavalli), ma a Querceta, sin da quella lontana primavera del 1956 in cui fu sancita questa particolarità, non ci fu il minimo tentennamento al riguardo, rappresentando l’umile e testardo parente del destriero scelta quanto mai azzeccata per sottolineare, se mai ve ne fosse stata l’esigenza, sia il marcato e riconosciuto spirito “anarcoide” delle genti versiliesi, nonché la volontà di porre in ridicolo il concetto di “sfida” (ma, così com’è annotato in altra parte di questo sito, il popolo versiliese è pur sempre un popolo toscano ed ha nelle proprie vene sangue guelfo e ghibellino, bianco e nero; non stupisca quindi se, nei giorni del Palio, le rivalità possono anche assumere tinte “vivaci”).
 

                                                                 L’ASINO

L'asino (Equus asinus) è un mammifero quadrupede della famiglia degli Equidi (nella foto: asino dell'Amiata).
Oltre alle numerose specie domestiche presenti in tutto il mondo, esistono molte specie di asini selvatici distribuite in Africa, come l'asino selvatico africano (Equus africanus), e in Asia, come ad esempio l'onagro (Equus onager), l'emione (Equus hemionus) ed il kiang (Equus kiang).

Più piccolo del cavallo, ha le orecchie più lunghe. Il suo manto è generalmente di colore grigio salvo il ventre, il muso e il contorno degli occhi che sono bianchi, ma delle razze domestiche possono essere prevalentemente di colore nero come l'asino nero di Berry o brune come l'asino mulattiere del Poitou. Le razze con un manto grigio hanno anche un croce nera che si disegna sulla loro schiena, chiamate « croce di Sant'Andrea ». Le specie selvatiche presentano un manto che va dal grigio al bruno sabbia, o bruno rosso nello kiang o asino selvatico del Tibet.
L'asino domestico aveva le stesse funzioni del cavallo ma era meno costoso poiché si accontentava di poco dal punto di vista alimentare; i contadini più poveri lo preferivano al cavallo, per questo venne chiamato « cavallo del povero ». Inoltre l'asino può essere utilizzato per il transito su strade di montagna. Il verso dell'asino viene detto “raglio” (nella foto: asino dell'Asinara).
In Italia, secondo la Coldiretti, l'allevamento di razze asinine è in crescita: tra il 2004 e il 2009 si è avuto un incremento nell'allevamento del 30%.

Razze principali
 
Asino dell’Amiata
Asinello Bianco
Asino Grigio Siciliano
Asino di Martina Franca
Asino Pantesco
Asino Ragusano
Asino Romagnolo
Asino Sardo
 
Razze asinine italiane minori ed estinte
 
Asino di Sant’Alberto (sinonimo di Romagnolo – della Provincia di Forlì-Cesena)
Asinello Emiliano
Asino Argentato di Sologno
Asino di Cariovilli (L’Aquila) (estinto)
Asino di Castelmorone (Caserta) (estinto)
Asino Grigio Viterbese (estinto)
Asino dell’Irpinia
Asino delle Marche (sottorazza del Pugliese)
Asino Pugliese
Asino della Basilicata (sottorazza del Pugliese)
Asino della Calabria (sottorazza del Pugliese)
Asino Lessese (sottorazza del Pugliese, forse identificabile con il Martina Franca)
Asino di San Domenico
Asino di Sant’Andrea
Asino di San Francesco
 
Razze estere

Asino Andaluso (Cordovese-andaluso; Spagna)
Asino Bianco d'Egitto (Egitto)
Asino di Biscaglia
Asino di Bourbonnais (Francia)
Asino Catalano (Spagna)
Asino di Cotentin (Francia)
Asino d'Irlanda o Pie d'Irlanda (Irlanda)
Asino di Maiorca
Asino Miranda
Asino Indiano
Asino Normanno (Francia)
Asino dei Pirenei (Francia)
Asino di Poitou (Francia)
Asino di Teamster (Australia)
Asino della Provenza (Francia)
Asino Spagnolo bianco
Baudet du Poitou (Francia)
Grande nero di Berry (Francia)
Mammoth Jackstock (Stati Uniti)
Miranda (Portogallo)
Zamorano-Leones (Spagna)

                                                       Razze selvatiche

Onagro (Equus onager) o Asino Selvaggio dell'India, vive in India e in paesi limitrofi.
Kiang.
Emione (Equus hemionus) vive in Asia centrale.
L'Asino Selvatico Africano (Equus africanus) vive nell'Africa dell'Est, soprattutto in Somalia (nella foto: asino dei Pirenei).

Se il colore del manto è simile, eccetto per il kiang (dorso rossastro, ventre e zampe bianche), si distinguono per varie differenze morfologiche come la testa, il collo e le zampe.

Bisogna infine notare che l'asino domestico ha formato delle popolazioni che vivono allo stato selvaggio in Australia e in America, luoghi in cui è stato portato dall'uomo.

Asini rinselvatichiti: i Burros

Sono detti burros gli asini rinselvatichiti degli stati sud-occidentali degli Stati Uniti, dove furono introdotti a partire dal XV secolo dai colonizzatori spagnoli (burro, infatti, è la parola spagnola per "asino", e a tutt'oggi anche i non ispanici la usano per designare l'asino in questi stati). I burros selvatici, quindi, discendono da quegli esemplari fuggiti, abbandonati o liberati intenzionalmente; il loro numero crebbe consistentemente durante la corsa all'oro californiana, quando migliaia di persone che non riuscirono a fare fortuna abbandonarono il proprio animale. Dal 1971, la legge statunitense tutela questi asini rinselvatichiti, così come i mustang, incaricando corpi scelti di persone di curare gruppi in difficoltà o in pericolo. Sono animali molto diffidenti, ed allo stesso tempo molto curiosi: possono essere addomesticati con molta pazienza, ma tendono a essere poco propensi al lavoro (nella foto sopra: asino di Martina Franca).

                                                    Ibridazione con altri equini

Un asino maschio può incrociarsi con una giumenta per generare un mulo e un cavallo maschio può incrociarsi con un'asina per generare un bardotto. I muli sono straordinariamente docili, forti e resistenti, per cui si considerano animali particolarmente validi per portare carichi pesanti per lunghe distanze, lungo terreni montagnosi e desertici. I bardotti, invece sono piuttosto piccoli e deboli. Anche se meno comuni, qualcuno è riuscito ad incrociare degli asini domestici e varie specie di zebra: si parla allora di zebrasino. Tutti questi ibridi sono sterili, poiché le specie del genere Equus hanno un diverso numero di cromosomi. Così i cavalli che hanno 64 cromosomi e gli asini, che ne hanno 62, generano figli che possiedono 63 cromosomi (nella foto: asino romagnolo).

 

Il latte d’asina

Il latte d'asina è considerato il più simile a quello della donna. Per tale motivo è diventato un alimento fondamentale nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino. Proprio per questo è il latte che più si presta nel scongiurare allergie al latte vaccino (Iacono et al., 1992; Carroccio et al., 2000; Iacono et al., 2006). La sua utilizzazione in campo pediatrico risale già al tempo dei Greci; per i Romani era una bevanda di lusso. Ippocrate lo raccomandava per ogni tipo di problema: avvelenamenti e intossicazioni, dolori articolari, cicatrizzazione delle piaghe (nella foto: asino catalano).
Nel Settecento, soprattutto a Parigi, vennero impiantate numerose “stalle asinine”, dove le signore eleganti si recavano al fine di ottenere la preziosa bevanda. Arrivando ai giorni nostri dal 1990 c’è stato un risveglio scientifico sull’argomento con una vasta produzione scientifica sia in campo zootecnico che in quello medico.

                                                          L'asino come mezzo di trasporto

Dall'inizio della storia gli asini sono stati utilizzati in Europa ed Asia occidentale per trasportare carichi, tirare carri e trasportare persone. Nonostante non sia veloce come il cavallo, è più robusto, il suo mantenimento è meno costoso, ha una gran resistenza e si muove agilmente su terreni difficili. Continua a mantenere una grande importanza in molti paesi in via di sviluppo.
Nell'isola di Alicudi si usano ancora asini e muli per trasportare bagagli e attrezzature, questo per via della rete stradale quasi inesistente e per l'elevata pendenza (nella foto a lato: asino zamorano).

L'asino nella cultura

Gli asini sono famosi per la loro testardaggine, anche se ciò si deve ad una cattiva interpretazione di alcune persone su suoi istinti di conservazione. È difficile forzare un asino a fare qualcosa che contraddica i suoi propri interessi.
L'asino è usato ultimamente e con notevole successo nella pet therapy: la terapia con asini è detta onoterapia.L'asino ha ancora grande importanza presso i popoli mediterranei, ed è stato un antico oggetto di culto presso popoli orientali e africani (l'Onolatria).
L'asino è il simbolo (non ufficiale) del Partito democratico degli Stati Uniti d'America (nella foto a lato: asino ragusano).
Da qualche anno, l'asino catalano (ruc català) è assurto a simbolo catalanista, in contrapposizione al toro di Osborne tipico dell'iconografia spagnola.
L'asino è anche la mascotte ufficiale del Napoli Calcio.
Asini, inoltre, è il titolo di un film con Claudio Bisio, in cui gli asini sono simbolo dei ragazzi o delle persone troppo buone, che non riescono a stare al passo con il resto della società.

Da citare infine il “Graffito di Alessameno”
datato probabilmente al III secolo, anche se sono possibili date anteriori fino all'anno 85; è stato trovato sul Palatino a Roma nel 1857 negli scavi del Paedagogium, una sorta di collegio di epoca domizanea, destinato in particolare alla formazione dei paggi imperiali provenienti verosimilmente da classi sociali medioalte.

La raffigurazione è composta da tre disegni: il corpo di un uomo crocifisso con la testa di un animale (con ogni probabilità un asino o un mulo); un uomo in adorazione e infine la scritta in greco antico ΑλΕξΑΜΕΝΟς CεΒΕΤΕ ΘΕΟN (che traslitterata corrisponde ad Alexamenos sebete theon) che significa "Alessameno venera (il suo) dio".

 

      Asini famosi

• L'asino d'oro di Apuleio;
• l'asinella parlante del mago Balaam (storia narrata nella Bibbia, libro dei Numeri);
• l'asino di Buridano;
• Cadichon, l'eroe delle Memorie d'un asino della contessa di Ségur;
• eMule e eDonkey2000;
• Ciuchino, l'asino parlante dei film di animazione della serie Shrek;
• Ih-Oh, l'asinello di peluche amico di Winnie the Pooh;
• 'o ciucciariello, l'asino mascotte della squadra di calcio del Napoli;
• Lucignolo, l'amico di Pinocchio che va assieme a lui nel Paese dei balocchi, ma a differenza di Pinocchio rimane un asino;
• l'asinello simbolo de I Democratici, partito italiano ideato da Romano Prodi nel 1999;
• Platero, l'asino amico dello scrittore Juan Ramón Jiménez nel libro "Platero y yo";
• l'asinello del presepe;
• Balthazar, l'asino protagonista del film "Au hasard Balthazar" di Robert Bresson.
• Bravo, burro! di John Fante e Rudolph Borchert;

                                                              Onoterapia

L'onoterapia è un tipo di pet therapy diffusa in Francia, Stati Uniti e Svizzera. Solo di recente si sta diffondendo nei centri di riabilitazione italiani. Questo metodo di cura è attivo, non permette mai di restare passivi o di isolarsi, e si rivolge perlopiù a un'utenza che soffre di disturbi della personalità e in generale a cardiopatici ed ipertesi, handicappati motori, bambini ed anziani, malati psichiatrici e tossicodipendenti, detenuti, sieropositivi, audiolesi, non vedenti, persone con problemi di ansia, stress, solitudine, accettazione e disarmonia emotiva (nella foto: asino sardo).
L'onoterapia sfrutta alcune caratteristiche proprie dell'asino (taglia ridotta, pazienza, morbidezza al tatto, lentezza di movimento e tendenza ad andature monotone) per entrare in comunicazione con il paziente attraverso il sistema asino-utente-operatore. L'operatore svolge le importanti funzioni di facilitare la comunicazione e di addestratore dell'animale. I progetti di cura prevedono: la conoscenza dell'animale tramite il tatto, valorizzando la mano come strumento di comunicazione e affetto, esercizi in serie e giochi che favoriscono linguaggio, responsabilità e concentrazione. I miglioramenti, spiegano i terapeuti, ci sono, ma ad oggi l'onoterapia non è riconosciuta dalla comunità scientifica.

                                                                      Escursione someggiata

Con escursioni someggiate, trekking someggiato, escursioni o passeggiate con gli asini si indica una particolare forma di escursionismo che prevede l'affiancamento nelle escursioni in montagna di animali da soma, di solito asini o più raramente muli. Gli animali, diversamente dal trekking equestre e da quanto si possa pensare senza conoscere questa attività, non vengono cavalcati ma accompagnano solamente le persone: si tratta quindi di una passeggiata in compagnia degli asini, i quali possono essere usati per trasportare pochi chili di peso, di solito il bagaglio dei turisti e/o degli escursionisti, il necessaire per il pic-nic o per brevi tragitti anche i bambini, per un peso complessivo consigliato che non deve essere superiore al 30% del peso dell'asino stesso, in generale intorno ai 40 kg, corrispondente circa al bagaglio di 2 o 3 escursionisti.

A metà strada tra onoterapia, riscoperta della tradizione e moderno escursionismo di gruppo organizzato, le escursioni someggiate sono spesso proposte da persone preparate ed esperte di montagna e dai possessori di questi animali che li noleggiano come parte integrante dell'offerta ecoturistica legata alla montagna. È tra l'altro un modo per valorizzare un uso ecocompatibile di questi animali: infatti, l'interesse per questi animali e il loro benessere è un fenomeno recente ed è cresciuto negli ultimi decenni come reazione e valorizzazione consapevole di "una parte di mondo in via di estinzione", dopo un periodo di oblio in cui il rischio che gli asini scomparissero dalla cerchia degli animali domestici consueti andava di pari passo con la loro caduta in disuso come "bestie di fatica" a favore dell'uso di mezzi meccanici e delle autovetture. Per questo, passeggiare con gli asini aiuta a ricollocare gli asini stessi nel loro rapporto con l'uomo, dando loro una nuova funzione socializzante.

Passeggiare con gli asini presenta anche dei vantaggi per gli escursionisti. Pragmaticamente, l'olfatto e la vista degli asini sono ottimi, così come il loro senso del pericolo: in situazioni potenzialmente pericolose e poco chiare l'asino metterà sull'avviso gli escursionisti a vari chilometri di distanza dal pericolo stesso. In secondo luogo, l'asino è un animale cooperativo, socializzante e molto comunicativo: se in media può passeggiare tra i 25 e i 40 km al giorno, di fatto cammina anche in funzione di quanto viene motivato dal gruppo escursionistico, ossia da quanto viene coinvolto e convinto alla fatica e alla bellezza del viaggio da chi lo conduce, e proprio come farebbe un nuovo compagno di viaggio, per esempio un conoscente che, invitato a partecipare all'escursione di un gruppo di amici, dapprima sarà indifferente ai bambini e alle singole persone, per poi, strada facendo, ricercare la loro presenza e il loro affetto man mano che aumenta la conoscenza reciproca (nella foto sopra: asino di Cotentin).

Oggi questo approccio agli asini e l'escursionismo someggiato è diffuso soprattutto in Francia, dove nel 2007 si contavano circa 150 fattorie specializzate nell'offerta delle passeggiate con asini di cui ben 80 associate alla Fédération nationale ânes et randonnées.

In varie regioni italiane le escursioni someggiate affiancano l'attività di onoterapia o della salvaguardia delle razze in via d'estinzione da parte di aziende legate all'ecoturismo, anche se restano marginali rispetto alle escursione a cavallo. Seppure non ci siano cifre ufficiali aggiornate, secondo recenti censimenti attualmente la popolazione asinina in Italia si aggira tra i 24.000 esemplari indicati da The Donkey Sanctuary come allevati prevalentemente per la carne, e i 36.000 esemplari indicati da Coldiretti nel 2009, di cui 14.865 capi al Sud, 7.693 capi nel Centro Italia e 13.735 capi al Nord, con un incremento dovuto soprattutto all'aumento delle allergie infantili per il latte vaccino e la conseguente maggior richiesta di latte d'asina. Purtroppo non si hanno cifre precise su quanti di questi capi siano allevati anche o esclusivamente per le escursioni someggiate.

Seppure insolito nel mondo occidentale, l'uso di asini per il trasporto di legna in montagna non è completamente scomparso. Cavalcato disinvoltamente anche da persone adulte, grazie a una resistenza fisica che gli permette comunque di sopportarne il peso, in molte culture l'asino è ancora usato come cavalcatura e anche in Occidente, con i dovuti distinguo, si pratica l'onoturismo.

L'esigenza di svolgere lavori agricoli o spostare grossi carichi in montagna, per esempio spostare legna sugli stretti sentieri che si snodano nei boschi, per secoli è stata risolta usando asini, animali pazienti, agili e dalle ridotte dimensioni, scelti per le loro caratteristiche principali: la resistenza alla fatica fisica e la loro docilità. Per lo stesso motivo per secoli l'asino è stato la cavalcatura umile per le persone che non potevano permettersi di andare a cavallo. I muli, a loro volta, hanno fatto la loro parte come fedeli compagni degli alpini, presenza costante in tutti i libri ambientati nelle trincee durante la Prima guerra mondiale. Muli ed asini per secoli hanno affiancato gli uomini in montagna, per la quale sono ben adattati.

Ma proprio il fatto che per secoli asini e muli siano stati usati come animali da soma ha fatto sì che in Occidente l'industrializzazione e in particolare la meccanizzazione dei trasporti e l'apertura di nuove strade carrabili in montagna riducesse per molti decenni l'uso di questi animali, usati al limite per la produzione lattiera, fin quasi alla loro scomparsa.

Oggi in Occidente, superata la necessità dei trasporti e con la rivalutazione della montagna e della natura a scopi turistici negli ultimi decenni del XX secolo, l'andar sui sentieri con gli asini è ripreso e con una connotazione positiva ed ecologista, quindi con una finalità diversa e soprattutto con un rapporto diverso tra uomo e animale; addirittura capita che l'escursionismo someggiato venga usato come ingegnosa alternativa per recuperare turisticamente zone poco ricche di risorse appetibili al turismo tradizionale.

In Francia, paese all'avanguardia nelle passeggiate con gli asini, il recupero di questo animale "in via d'estinzione" è iniziato fin dagli anni cinquanta e sessanta per "dar loro un lavoro" e di conseguenza per dare un senso al loro allevamento; negli altri paesi il recupero è stato più lento. In Italia l'interesse alle passeggiate con gli asini si è acceso solo verso gli anni novanta per aumentare lentamente nel decennio successivo, pur restando ancora una modalità di escursione poco diffusa seppure in espansione. In particolare, le prime escursioni someggiate in Italia si sono svolte nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini (Marche-Umbria).
Fonte: wikipedia.

LG/

P.IVA 01529470468
created by Artemysia Communication