CHI SIAMO

L’Associazione che oggi viene indicata come Pro-Loco di Querceta nacque ufficialmente il 6 maggio del 1955 col nome di Comitato Cittadino “Pro Querceta”. Presieduta dal maestro Epaminonda Bertagnini ebbe inizialmente sede provvisoria presso la Pubblica Assistenza “Croce Bianca”, nel Palazzo del Popolo, nella centrale Piazza Matteotti.
Gli scopi che si prefisse e si prefigge tuttora di perseguire sono: lo sviluppo turistico, l’arricchimento culturale e la promozione di iniziative varie a supporto delle esigenze del territorio di pertinenza che, in Comune di Seravezza, riguarda tutta la zona della sua pianura, comprendendo quindi i paesi di Querceta, Ripa e Pozzi, nonché i loro sobborghi rurali. Ma procediamo per gradi.

IL CONTESTO STORICO delle origini

Fino all’immediato Dopoguerra, sia per le profonde ed ancora fresche ferite lasciate da quasi un anno di “fronte” di guerra (Linea Gotica), che in Versilia si è manifestato in tutta la sua bestialità (strage di Sant’Anna di Stazzema), sia per una diffusa e persistente apatia, il panorama che si presenta è quanto mai sconfortante.
Col fervore della Ricostruzione invece, si registra anzitutto una presa di coscienza di questo stato d’inerzia, e successivamente, la determinazione, perlomeno nei cittadini più sensibili, di dover intervenire per debellare il tarlo del disinteresse e per rimettere insieme un tessuto sociale lacerato da antiche rivalità politiche e dall’opera colpevolmente disattenta di coloro che detengono il potere (R. Roni - Le origini del Palio dei Micci - ed. Versilia Oggi).
Questa consapevolezza porta alla costituzione di un Comitato Promotore nelle persone del già citato maestro Bertagnini, Tito e Dino Tarabella, Nello Paladini, Osvaldo Sigali, Silvio Federigi, Franco Lazzotti, Remo Segreti e Rodolfo Cope; tutte figure di “primo piano” della piana quercetana.

l'inizio delle attivita'

La meritoria ed efficace attività del suddetto Comitato trova coronamento nell’assemblea cittadina indetta per venerdì 6 maggio 1955 con l’elezione del primo Consiglio Direttivo del Comitato Cittadino “Pro Querceta”.
Ne fanno parte: il maestro Epaminonda Bertagnini quale Presidente; il barone Rodolfo Cope quale suo vice; Dino Tarabella, Segretario; Remo Segreti, vice Segretario; rag. Ottaviano Brio, consigliere in rappresentanza della Società Henraux; nonché i Signori Nello Paladini, Tito Tarabella, Silvio Sarti, Pilade Del Tessa, maestro Cesare Salvatori, geometra Giuseppe Bambini, dottor Franco Lazzotti, maestro Silvio Federigi, maestro Osvaldo Sigali e avvocato Sergio Di Bono, quali consiglieri.
Sin dai suoi primi passi, l’attività del Comitato risulta particolarmente intensa.
Ne sono una prova la presa di posizione sulla destinazione della ex casa del fascio (che diventerà scuola anziché caserma  dei carabinieri); la regolamentazione del traffico cittadino; l’attuazione del mercato settimanale (al sabato); l’impegno nel sollecitare la costruzione del cavalcavia; l’istituzione degli ambulatori scolastici; e poi, le cosiddette manifestazioni, sia di svago che culturali (R. Roni - Le origini del Palio dei Micci - ed. Versilia Oggi).
Il barone Rodolfo Cope, su una pubblicazione “Numero Unico” edito dalla “Pro Querceta”, così scriveva: Prima di oggi vi è stata una lunga gestazione, durata, senza forse, oltre un quarantennio; ma le condizioni economiche e lo sviluppo della individualità della piana non erano, negli anni precedenti la guerra, tali da consigliare a uomini responsabili un’iniziativa di questo tipo. E’ solo in questo dopoguerra, tumultuoso e ricco di tante energie, se pure assillato da tanti problemi, che pare imporre la costituzione di un organismo che, bandite le divergenze politiche, attenuate le disparità di condizione e di origine, possa parlare a nome di tutti sia alle autorità locali e statali, sia alla eterogenea popolazione che si addensa nella piana.
Così, nella riunione di domenica 26 febbraio 1956, con l’intento di valorizzare la fiera di San Giuseppe (patrono di Querceta – 19 marzo) che viveva un periodo di “stanca”, il Comitato decide di indire una serie di iniziative quali una serata pugilistica, una mostra di scultura, una serata musicale con cantanti anche dilettanti, alcune proiezioni cinematografiche e, per finire, un ballo.
Di supporto ed a corollario di queste, si individuano anche manifestazioni di svago quali la rappresentazione del “Maggio”, una tombola benefica a favore della locale Pubblica Assistenza “Croce Bianca”, una gara di tiro alla fune, un “albero della cuccagna” ed un Palio a Contrade con asini.
Come ben si può notare, l’organizzazione del Palio viene posta, per così dire, a margine di tutto ed organizzata abbastanza alla bell’emmeglio accostandola, per caratura, la tiro della fune e all’albero della cuccagna.

LG/

Approfondimenti

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